DALL' ESECUTIVO MINISTERI ALLE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI

Nazionale -

Una P.A. demotivata e ricattata non aiuta la nazione ed è uno spettacolo penoso vedere la battaglia che artatamente la Politica, troppe volte  aiutata dai Sindacati di Regime,  ha istigato tra i poveri: pubblico contro privato, precario contro T.I., giovani contro vecchi …

 

I dipendenti pubblici in Italia rappresentano il 14,8% degli occupati. In Francia i pubblici dipendenti sono il 19,2% degli occupati, in Gran Bretagna il 20%.

I tre milioni e 400mila dipendenti pubblici rappresentano il 5,6% della popolazione italiana. In Francia ne rappresentano poco più dell’otto per cento; in Gran Bretagna il 10,9%.

Dopo averli offesi, vilipesi, attaccati, divisi, ritenuti in numero eccessivo,  ora occorre essere conseguenti col percorso intrapreso da lungo tempo: vanno licenziati nel nome del “merito”.

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 Curiosità: Da dove viene la parola meritocrazia?

In un libro del 1958 Michael Young  (sociologo ed economista inglese ) unendo un termine inglese a uno greco, coniò una parola che tanto fortuna riscuote oggi nel dibattito pubblico: meritocrazia. Quel libro, The Rise of Meritocracy 1870-2033: An Essay on Education and Equality, era un saggio satirico in cui l’autore immaginava la progressiva affermazione e la rovinosa caduta di una società governata dalle persone col quoziente intellettivo più alto. Young utilizzava questo espediente letterario, elaborandolo in chiave dispotica, allo scopo di denunciare le distorsioni di cui soffriva il sistema dell’istruzione pubblica britannica, che selezionava troppo presto i bambini e li inchiodava ad attitudini individuate in maniera eccessivamente sbrigativa. La meritocrazia, dal suo punto di vista, era un destino crudele, la cui prima vittima finiva per essere la stessa democrazia.

Sarebbe utile che  venisse letto o riletto questo libro e che su questo scritto riflettessero tutti i noti e le note  pasdaran del merito che s’aggirano per l’Italia e dentro i nostri Uffici.

Cosa ne sarà, per esempio, dei lavoratori delle Province?

Riportiamo un breve tratto dell’articolato documento pubblicato il 20 dicembre 2014 e tratto da:  rilievoaiaceblogliveri.wordpress.com/

“La situazione derivante dall’emendamento. Effetto del maxiemendamento alla legge di stabilità è il taglio delle dotazioni organiche:

1.         a) per le province, in misura pari al 50% del costo della dotazione organica del personale di ruolo al 9 aprile 2014;

2.        b) per le città metropolitane, in misura pari al 30% del costo della dotazione organica del personale di ruolo al 9 aprile 2014.

Questo implica che circa 20.000 dipendenti, entro aprile 2015, dovranno essere dichiarati “soprannumerari”. Cosa significa? Che pur continuando a lavorare presso province e città metropolitane, non fanno parte della dotazione organica. Ancor più chiaramente: il costo dei loro stipendi non è giustificato e, dunque, le province e le città metropolitane debbono disfarsene.

Da giovedì 18 dicembre ancora in questi giorni, Governo e maggioranza sono una voce sola nell’affermare: “nessun dipendente provinciale sarà licenziato”. Peccato che questa affermazione non corrisponda per nulla alla verità.

Di fatto, il maxiemendamento propone, per i 20.000 dipendenti provinciali circa interessati, una sorta del peggiore “accompagnamento” alla pensione o al licenziamento mai sperimentato in Italia.

Infatti, nella realtà si precostituisce una condizione di esubero di fatto dei 20.000 lavoratori, con una prospettiva di prolungamento della loro attività lavorativa di 48 mesi a decorrere dall’aprile 2015. E l’ipotesi del licenziamento è cosa certa, certissima: l’unico dubbio non riguarda “se” i dipendenti in esubero saranno licenziati, bensì “quanti” saranno licenziati.”

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E i lavoratori amministrativi degli uffici territoriali del Ministero del lavoro che fine faranno, con la “creazione” delle Agenzie?

Se l’ipotesi ventilata, e neanche tanto, che una prossima Agenzia del Lavoro dovrebbe comprendere personale amministrativo del Ministero Lavoro, una parte considerevole dei lavoratori in mobilità dalle Province (in particolare dai Centri per l’ Impiego) e ISFOL, si rischia di mettere insieme migliaia di lavoratori   destinati  alla seconda “fabbrica della mobilità” ( prima è quella delle Province) nel Pubblico Impiego !!!

Gli ispettori, nonostante le difficoltà in cui versano (soprattutto numeriche) sono gli “esperti”,  non corrono rischi concreti, se non altro perché sul piano propagandistico non conviene disfarsene, ma gli amministrativi sono  considerati poco più di “zavorra”, anche se da sempre, come si dice, tirano la carretta nelle condizioni disagiate che tutti/e noi ben conosciamo all’interno degli uffici periferici.

Per carità, nessuna divisione tra ispettori e amministrativi va agitata o fomentata,  sarebbe un suicidio collettivo, ma i più deboli sono  senz’altro gli amministrativi, soprattutto quelli dell’ Area 2°,  e sarebbe ora che incominciassero, quantomeno, a preoccuparsi e, magari,  anche ad organizzarsi per una eventuale ed auspicabile mobilitazione, tanto per sapere cosa hanno in serbo per loro i famosi Vertici Ministeriali., già avvezzi all’usa e getta di tale categoria (collocamento docet) e, questa volta, senza  paracadute.

In un nostro comunicato del 14/11/2013 a proposito del disegno di  legge  di Graziano Delrio   sul riordino degli Enti Locali  intitolato “Destini incrociati”, in cui parlavamo dei nostri ex colleghi degli uffici di collocamento e di noi, concludevamo  con le seguenti parole: “ Così, tra un depotenziamento e l’altro, in un processo che dura da venti anni e che per venti anni in troppi hanno finto di non vedere, ci ritroveremo anche noi, dipendenti ed ex dipendenti del Ministero del lavoro, travolti dall’ insolito destino di Mimì metallurgico, ferito più che nell’onore,nella dignità.”

Il vero problema, per chi scrive, non è  selezionare il personale meritevole e fare il tiro al piccione su chi invece squalificherebbe la categoria.

Se all’interno dei nostri uffici spesso  manca la programmazione dell’attività di vigilanza (la seria attività di intelligence di cui tanto si scrive), è per colpa di qualche  presunto“fannullone” o perché, dall’alto, non c’è alcuna volontà di  aumentare la qualità del lavoro puntando invece tutto sulla  quantità del lavoro, assai meno “incidente”  verso le irregolarità, spesso molto ben mascherate, perpetrate  dalle imprese più grandi? E’ per colpa di qualche impiegato fannullone che  non si vanno a controllare le aziende tessili dei cinesi, con i magazzini e i sottoscala brulicanti di schiavi o perché il personale ispettivo è del tutto insufficiente e non attrezzato per l’uopo?

E come pensa il vertice politico/amministrativo del ministero del lavoro di risolvere il “problemino” delle indecenti retribuzioni dei suoi ispettori e del quasi volontariato ormai non più “digerito” dagli stessi? Semplicemente mandandoli allo sbaraglio per fare i numeri, sì ma quelli col “conquibus” : più incassi più guadagni.

Se ci prendono le botte, pazienza!, fa parte dei rischi del mestiere (se non risichi non rosichi) e in questa frenetica attività di raschiamento del barile devono partecipare anche i fin qui ritenuti abbastanza inutili amministrativi del SIL: più  carichi di lavoro per loro più tempo per gli ispettori per irrogare sanzioni.

Vi proponiamo, a tale proposito, la lettura della proposta di un ordine di servizio di una DTL nel capitolo in cui il dirigente scrive delle attività di supporto agli ispettori che dovranno essere svolte dagli amministrativi dell’Area II.  E’ abbastanza interessante.  

Gli adempimenti del personale amministrativo sono riconducibili alle seguenti macro ambiti di attività:

Ø  Comunicazioni

Trasmissione verbali INPS – INAIL; rapporti Procura; notificazione provvedimenti; risposte utenza; comunicazioni varie; comunicazione Enti per solidarietà; convocazione informatori; convocazione parti per conciliazione contestuale e per diffida accertativa; comunicazioni DRL – MLPS – UTG; altra corrispondenza; supporto amministrativo servizio turno; relazioni con l’URP.

Ø  Adempimenti correlati procedura accertamenti ispettivi

Registrazione richieste intervento; verifica precedenti comunicazioni di assunzioni cd. COT (sia relativamente alle pratiche per cui non è attivata la conciliazione monocratica sia per accertamenti ispettivi conseguenti a procedura di conciliazione monocratica negativa); convocazione denuncianti e acquisizioni elementi probatori utili per attività ispettiva; procedura attestazioni e certificazioni piani di emersione; acquisizione, su indicazioni operative, di documentazione ed esame contabile della stessa in materia di autotrasporti; trasmissione  rapporti  ex art. 17 l. 689/81 all’U.O. ALC.; preparazione atti relativi a: sospensioni d’Ufficio su segnalazione Enti vari, diffide accertative e conciliazioni contestuali, pratiche cavalieri del lavoro e stelle al merito, provvedimenti  per autorizzazione videosorveglianza e lavoratrici madri, interpellanze parlamentari, CIG, CIGS, CIG in deroga, contratti solidarietà, verifiche amministrative contabili, notifiche preliminari; riscontro verbali Enti vari; notificazione provvedimenti e gestione scadenzario/pagamenti; attività di segreteria del Cles; gestione interpellanze parlamentari.

Ø  Monitoraggio, rilevazioni e statistiche

Monitoraggio e statistica attività ispettiva; attività di rilevazione con mappatura, utilizzando anche le banche dati ASIL; gestione tenuta e trasmissione pratiche all’archivio; vidimazione registri formativi/tirocini; registrazione deleghe tenuta documentazione di lavoro; registrazione comunicazioni avvocati, commercialisti (art. 1, c.1, legge 12/79); autocertificazioni per benefici contributivi; riduzioni sanzioni civili, attività promozionale ed informativa.

             (Con riferimento a ciascuno dei macro ambiti di attività suddetti, sono da ritenersi comprese anche le attività di fotocopiatura atti, videoscrittura e protocollo informatico, in entrata ed in uscita.)

                Pertanto, gli adempimenti delle singole unità sono assegnati, come di seguito indicati, tenendo conto delle specifiche competenze sussistenti allo stato ed, altresì, suscettibili di modifiche determinatesi dall’attivazione di implementazioni di conoscenze da parte di tutto il personale. 

Concludendo: il personale diminuisce, non si fanno nuove assunzioni (nemmeno i 250 ispettori previsti dall’altro governo), in pensione si andrà a 70 anni, se non si vuole rischiare lo scarso rendimento, chi sta in ufficio, con un dito dovrà tirare almeno tre carrette, chi invece esce dall’ufficio dovrà rischiare la soppressione fisica per la “loro” propaganda (altro che spot  per ingraziarsi  la società civile!).

Più ottimizzazione della produttività di così … davvero si muore!!!!

P.S. Se andrete a votare per il  prossimo rinnovo delle RSU (come è giusto che sia), ATTENTI A CHI VOTATE!!!

USB. P.I.- Coordinamento Nazionale Ministero Lavoro e P.S.

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