CCNI PROGRESSIONI ECONOMICHE

…SE LA CANTANO E SE LA SONANO…

Roma -

In data 3 novembre 2010 è stato firmato il CCNI per la parte relativa alle progressioni economiche per le quali è stata stanziata la somma totale di 11.810.000 di euro provenienti dalle risorse certe del FUA.

                            

                             A leggerla così con tutti quei numeri e tutti quegli zero in effetti 11.810.000 euro sembrano una gran bella somma, peccato che, a conti fatti, tale somma (detratta dall’importo generale riservato al 100% dei lavoratori) basterà alle progressioni economiche di circa il 63, 5% di essi !!!

 

                             La vogliamo definire una vittoria !?!

                                   

                             A distanza di dieci anni dal CCNI precedente siglato presso la nostra Amministrazione non è bastato un secondo CCNI per assicurare a tutti i lavoratori una progressione economica con i propri soldi ( quelli del FUA).

                            

                             A distanza di dieci anni gli ex B3, invece, una garanzia ce l’hanno: quella di essere “condannati” per tutto il resto della loro vita lavorativa nella seconda fascia.

                            

                             Se questa è una vittoria, come definire allora l’ impresa realizzata presso altri Ministeri (leggi ad esempio Attività Produttiva o Interni) dove i contratti integrativi hanno reso possibili progressioni economiche di tutto il personale per ben due volte !?!

                                           

                                             Un’impresa titanica?

 

                             Come vogliamo sempre definire il risultato reso possibile presso le Agenzia delle Entrate dove attraverso il nuovo Contratto Nazionale il 67% delle somme fisse derivanti dal salario accessorio sono state stabilizzate in busta paga per tutti i lavoratori ?!?

                                          Un risultato incredibile?

 

                 Mettiamo da parte le domande retoriche e passiamo ora ai fatti.

 

                             Nei primi incontri relativi al CCNI questa O.S. aveva chiesto certezze relative allo stanziamento di fondi  per le progressioni economiche di tutti quei lavoratori che con il precedente CCNI erano stati esclusi dalle riqualificazioni. Ciò risultava prioritariamente necessario a sanare una discriminazione economica tra lavoratori protrattasi per dieci lunghi anni. Aveva chiesto, inoltre, di discutere delle rimanenti somme da destinarsi per intero alle progressioni economiche del restante personale. A tutto questo, ed in più riprese, è stata data risposta negativa sia dai precedenti rappresentanti dell’Amministrazione sia dai sindacati stessi, quelli che oggi cantano vittoria.

                            

                             Eppure a ben vedere  non si trattava di un’impresa né titanica, né incredibile, né tantomeno impossibile.

 

                             La firma dell’accordo presente, nonostante la consistente aggiunta di fondi rispetto al precedente, non assicura in alcun modo che tali discriminazioni economiche possano trovare una soluzione per le seguenti ragioni:

 

- circa 3000 lavoratori saranno comunque esclusi dalle progressioni economiche;

- i criteri stabiliti per le progressioni potrebbero essere pesantemente determinati dai titoli di studio ed, in particolare, dai criteri espressi sui piani di lavoro individuali attestati dai Dirigenti per gli anni 2009 e 2010 (a questo proposito occorre ricordare che gli accordi nazionali firmati da CISL e UIL relativi ai Fondi Unici di Amministrazioni di cui abbiamo ampiamente scritto in precedenti comunicati, hanno già determinato notevolissime differenze salariali tra lavoratori,  penalizzando oltremodo pesantemente quei soggetti che nel corso di tale biennio sono stati costretti a ricorrere ad istituti quali la legge 104, i permessi per maternità e i permessi relativi a cure oncologiche e/o gravi patologie. Vere proprie discriminazioni che nemmeno il famigerato d. lgs. 150 prevede).

 

                             Nessuna garanzia, quindi, per quei lavoratori che con CCNI del 2000 erano rimasti al palo. Anzi, si rischia la cocente beffa che i meccanismi destinati alla determinazione dei punteggi permettano di “progredire economicamente “  proprio a coloro che in passato sono stati riqualificati mentre una consistente parte di colleghi, già penalizzata,  resta a guardare.

 

                             Ma i soldi del FUA non sono di tutti?

 

Roma, 8 novembre 2010          

RdB/P.I. Coordinamento Nazionale Lavoro e P.S.

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