A CHE PUNTO E' LA NOTTE

Sviluppi economici: ma i soldi dove sono?

Nazionale -

I lavoratori di questa Amministrazione  cui sono stati comunicati gli importi relativi al FUA 2010, hanno trovato un salario accessorio decurtato di più del 50% e, mentre gli eventuali beneficiari degli sviluppi economici, nella stragrande maggioranza dei casi, porteranno a casa quanto avuto negli anni passati, gli esclusi vengono e verranno penalizzati da una perdita media protratta per il 2010 e il 2011 che si aggira intorno agli 800/1200 euro annui (il valore di uno stipendio !!).

 

Quindi non solo le progressioni economiche al Ministero del Lavoro hanno visto l’esclusione di 2700 lavoratori, ma quelli che ci sono rientrati, meglio dire che forse ci sono rientrati - visto che  la parte più consistente delle graduatorie definitive ancora non è stata pubblicata - rischiano di non  vedere il becco di un quattrino.

 

Alla prossima manovra c’è il fondato rischio che la cifra impegnata, ma non ancora spesa, potrebbe sparire inghiottita dentro  l’inestinguibile buco nero del debito sovrano.

 

Non bastano il blocco dei contratti,  delle liquidazioni,  la perdita di circa la metà del potere d’acquisto dei nostri stipendi nel giro di una decade, non basta l’aumento dell’età pensionabile delle donne:  a pagare la crisi dobbiamo essere noi,  sempre noi, anche quando si tratta di miserevoli briciole, noi che abbiamo le retribuzioni  pubbliche tra le più basse d’Europa.

 

E’ demagogia ?  Che l’Amministrazione ci dimostri, almeno in questo caso - cioè nel caso delle miserevoli briciole - che siamo degli impenitenti demagoghi  contraddicendoci nei fatti: ne saremo  ben lieti.

 

Ad oggi quello che sappiamo ufficialmente è molto poco: che alcune graduatorie sono state definite e che molte altre sono ancora in alto mare.

 

Consapevoli che i colleghi a cui è stato affidato il lavoro di controllo e verifica dei dati trasmessi stanno agendo con il massimo impegno per la definizione delle graduatorie, vogliamo dall’ Amministrazione risposte certe su due cose:

        

per quale motivo non si procede al pagamento delle graduatorie definite ?!?

 

Per quale motivo è stato necessaria la costituzione di commissioni di valutazione e controllo quando il lavoro di controllo e valutazione relativo ad atti già in possesso dell’ amministrazione procedeva speditamente ?!?

 

Si tratta di un eccesso di prudenza da parte dell’ Amministrazione al fine di tutelare il proprio operato ? E se è così cosa ha determinato tale eccesso di prudenza?

 

 

 

Vorremmo evitare di dare la stura alle “voci” che girano nei corridoi dei nostri palazzi. E’ l’ Amministrazione che dovrebbe dire come stanno le cose ed in tempi rapidi perché mai come oggi il tempo potrebbe essere denaro perso per i lavoratori.

 

Sappiamo con certezza che sia al Ministero di Grazia e Giustizia sia a quello della Difesa i lavoratori coinvolti nelle progressioni economiche hanno già ricevuto gli arretrati accompagnati dal relativo adeguamento in busta paga. Qualcuno forse dirà che in quei Ministeri gli accordi sono stati chiusi con qualche mese di anticipo rispetto alla nostra Amministrazione e questo risponde al vero. Risponde altrettanto al vero, però, che per quanto riguarda sia l’uno che l’altro Ministero il numero di lavoratori coinvolto assomma a  decine di migliaia (28.000 per la Difesa e 38.000 per Grazia e Giustizia) e non ai 5200 quanti sono quelli del Lavoro !

 

L’ USB non ha firmato l’accordo sulle progressioni economiche perché fortemente discriminatorio, non per questo siamo disposti ad accettare l’omologazione al “super – ribasso” che volente o nolente l’Amministrazione rischia di propinarci:  cioè tutti con un pugno di mosche in mano!

        

Anzi noi diciamo che occorre ora più che mai riprendere la vita nelle nostre mani, pretendere il pagamento delle graduatorie definite, accelerare la definizione delle restanti e rivendicare per tutti gli esclusi una progressione economica, che poi sarebbe decisamente poca cosa se rapportato a quanto sono stati falcidiati i nostri stipendi dalle finanziarie e manovre degli ultimi anni.

          

Se l’Amministrazione continuerà ad essere evasiva riguardo alle nostre domande in merito ai tempi dei pagamenti  (e siamo l’unica organizzazione sindacale che nella riunione del 20 settembre gliele ha finora poste ufficialmente) limitandosi a parlare genericamente di passaggi tecnici ancora da effettuare,  l’USB  attiverà tutte le iniziative del caso. 

 

Cogliamo l’occasione per invitare i lavoratori del Ministero del Lavoro a partecipare alla manifestazione globale del 15 ottobre che  vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, contro le politiche anticrisi a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria.

 

Noi la crisi non la paghiamo!

 

 

Roma 29 settembre 2011          USB/P.I. Coordinamento Nazionale Lavoro e P.S.

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