VERSO LO SCIOPERO DEL 17 OTTOBRE.

3 ottobre, Assemblea Generale Ministeri e Presidio

Roma -

RIPRENDIAMOCI LA DIGNITA’ I DIRITTI IL SALARIO


bloccare l’attacco allo stato sociale e alle condizioni di lavoro e di vita di milioni di lavoratori portato avanti dal governo Berlusconi e da Confindustria



Il governo Berlusconi si è insediato con un disegno ben preciso: continuare l’opera di distruzione di quello che è rimasto dello stato sociale attraverso lo smantellamento della pubblica amministrazione, nel mirino ormai da anni sia del centro destra che del centro sinistra.



Da mesi i lavoratori pubblici sono ferocemente sotto il tiro del ministro Brunetta, che scredita il lavoro che milioni di  dipendenti pubblici svolgono giornalmente con uno stipendio medio mensile di mille e cento euro, molto al di sotto della media europea. L'obiettivo di questa infame strategia è l'intensificazione dei processi di privatizzazione ed esternalizzazione per confenzionare al padronato nuove occasioni di profitto a scapito dei lavoratori e dei cittadini  privati dei servizi “storici” erogati dallo Stato.



 Alla  diffamazione giornaliera massmediatica perpetrata da Ichino prima e da Brunetta ora nei confronti dei cosiddetti “fannulloni” si accompagna  la  drastica riduzione del salario e dei diritti operata arbitrariamente con  norme di legge in modo da  privare anche il lavoro pubblico delle residue garanzie e indirizzarlo verso l'insicurezza e la precarizzazione.



Nel comparto ministeri l’attacco è più devastante considerati i tagli ai bilanci delle amministrazioni che  minano ulteriormente la funzionalità degli uffici e l’erogazione dei servizi, proprio come vogliono i vari governi che si succedono per giustificare maggiori privatizzazioni, sono previste la riduzione delle piante organiche con relativa mobilità del personale e la soppressione nel territorio di consistenti sedi periferiche. Questo processo in alcuni ministeri (MEF e Difesa) è già in fase di attuazione,ma presto sarà generalizzato. Pertanto, si concretizza sempre di più  uno Stato leggero e autoritario con una Pubblica Amministrazione asservita agli interessi del padronato, un padronato che non deve essere neanche disturbato, in tal senso è da leggere anche la direttiva Sacconi in materia di vigilanza sul lavoro, che impone agli ispettori del lavoro l’impunibilità delle aziende e la repressione “con assoluta severità” di quei lavoratori che percependo trattamenti assistenziali (esigui, irrisori diciamo noi), per potere arrivare a fine mese chiedono un posto di lavoro a qualche azienda.



 Inoltre con i nuovi contratti integrativi d'Amministrazione si chiude il cerchio e si affossano le aspettative di progressione economica e professionale dei lavoratori pubblici,che nella stragrande maggioranza sono fermi alla  qualifica iniziale (le inique e famigerate riqualificazioni del recente passato hanno riguardato solo il 30% del personale). Infatti i fondi rimasti per il salario accessorio saranno utilizzati per remunerare (a pochi) la cosiddetta produttività individuale con l'inevitabile trionfo delle clientele e dei ricatti.



 Il governo Berlusconi ha anche stabilito che la malattia non è più un diritto del lavoratore, imponendo il pagamento di un odioso “pizzo” sul salario accessorio  dei primi 10 giorni di malattia.  Questo provvedimento aggiunge al danno già subito nella salute  la beffa della perdita di centinaia di euro per la decade di riferimento.



Con un contratto ormai scaduto ed uno stipendio di fatto dimezzato dall’erosione continua del potere d’acquisto l'onnipresente Brunetta pensa di affrontare l'emergenza salariale elargendo l'acconto-elemosina di 100 euro, importo tra l’altro previsto dalla finanziaria di Prodi, come una tantum a copertura della vacanza contrattuale e non si intravede lontanamente la possibilità di recuperare nemmeno l’attuale inflazione abbondantemente al di sopra del 4 % attraverso un imminente rinnovo contrattuale. Questa ultima uscita di Brunetta punta direttamente alla distruzione del contratto nazionale, anticipando e andando persino oltre la famigerata ipotesi di cambiamento delle forme contrattuali attualmente in discussione tra confindustria e sindacati collaborazionisti.

Tutto ciò non è più tollerabile!


Ogni lavoratore dei ministeri deve avere la consapevolezza del grave attacco che la classe politica e industriale porta nei confronti dei dipendenti statali e del mondo del lavoro in generale, non è più rinviabile una dura risposta organizzata e di massa.

Organizziamo la partecipazione allo sciopero generale  venerdì 17 ottobre ed alla manifestazione nazionale che terrà a Roma.

 

Partecipate alla settimana di mobilitazione e di lotta che la RdB terrà dal 29 settembre al 3 ottobre con assemblee sul territorio nazionale.

Venerdì 3 ottobre alle ore 10.30

Assemblea Generale dei Ministeri a Roma

presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
in Viale Castro Pretorio 105
e successivo

Presidio al Ministero dell'Economia e delle Finanze

in Via XX Settembre.

Nella stessa giornata di Venerdì 3 ci saranno assemblee di lotta nelle maggiori città italiane

RdB CUB Pubblico Impiego

 

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