USB al tavolo con il Ministero del Lavoro: qualcosa non torna

Nazionale -

C’è un esempio molto calzante, metafora della nostra attuale condizione. Si tratta di un principio metaforico, espresso nella macraba storiella della rana (cit. N. Chomsky).

L’ingenua e innocente bestiolina entra nel pentolone quando l’acqua è ancora fredda. Si accende il fuoco e la temperatura cresce, la rana si adatta, si stanca un po’, ma non si spaventa. L’acqua pian piano diventa troppo calda. La rana la trova sgradevole, tuttavia si è indebolita, non ha la forza di reagire. Decide di sopportare e non fa nulla. Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce semplicemente bollita.

Al tavolo con il Ministero del Lavoro siamo al punto di ebollizione ed è evidente che c’è qualcosa che non torna!

L’emendamento “segnalato” 15.0.8, a firma del gruppo PD al Senato e sottoscritto anche dai Senatori del gruppo M5S, è saltato a causa dei rilievi espressi della Ragioneria Generale dello Stato, secondo la quale il provvedimento risulta carente nella copertura economica, in particolare laddove prevede il finanziamento dell’indennità una tantum con l’avanzo di bilancio INL 2021.

Ed è molto probabile che le riserve cadano anche sull’emendamento al D.L. Aiuti, visto che la proposta di modifica 33.023 (per adesso gruppo PD) è presentata in modo identico alla Camera e dunque, in mancanza di altre fonti di finanziamento, anche questo provvedimento cadrà sotto i colpi (ed il veto) della R.G.S., la quale sin da gennaio non ha mai smesso di mostrare un certo accanimento nei confronti del personale di INL e ANPAL.

Di fronte a questo passaggio che segna il superamento del confine della pazienza per le lavoratrici ed i lavoratori dell’INL, cominciamo seriamante a dubitare di poter ottenere (a gennaio 2023) gli arretrati dal 2020 e il riconoscimento strutturale della perequazione.

Abbiamo dato fiducia al Ministro Orlando, impegnandoci al tavolo con la nostra firma, ma sia chiaro che non finiremo bolliti e che ora è davvero il momento di “alzare i toni ed il livello di interlocuzione” (come è stato letteralmente promesso).

Se il diritto all’adeguamento dell’indennità non è mai stato messo in discussione è altrettanto evidente che non si riesce ad esercitare la forza politica per compiere il passo decisivo. Un’istituzione come il Ministero del Lavoro risulta credibile per le misure che adotta concretamente e non per quelle che promette di realizzare. Il resto non ci inganna.

L’USB rimane convinta che per invertire questa tendenza al continuo peggioramento delle condizioni di lavoro e alla progressiva perdita di salario serva la determinazione e l’impegno di tutti i lavoratori in una nuova stagione di mobilitazione. Per il personale di INL e ANPAL, la cui centralità viene riproposta ad ogni convegno e incontro pubblico, è tempo di mobilitarsi e mandare un segnale forte alla parte politica.

Questa per noi sarebbe la cosa giusta da fare: elevare il livello di scontro, tenendo alta l’attenzione sulla questione. Vedremo se le altre sigle concorderanno con questa visione.

Per USB la sospensione dello stato d’agitazione, dichiarata unitariamente, è superata dagli eventi.

I diritti non si concedono, si conquistano!!!

USB P.I.

Coordinamento Nazionale INL-MLPS-ANPAL

Roma, 20 giugno 2022