STATO DI AGITAZIONE ALLA DTL DI AVELLINO

Roma -

 

L’Ing. Renato Pingue se ne deve andare.  Abbiamo avuto modo di conoscerlo, in qualità di Direttore della DTL di Napoli, per via delle interviste rilasciate sui mezzi di stampa all’indomani del suicidio del panettiere di Casalnuovo Eddy De Falco. Interviste in cui si prodigava, richiamandosi alla legge,  nella difesa dei “suoi” ispettori   ingiustamente criminalizzati dai media, ma senza un’ombra di critica per una programmazione degli accessi ispettivi (i cd. accessi brevi) finalizzata all’accertamento dell’eventuale lavoro nero, allo scopo  precipuo di  garantire i numeri  necessari al raggiungimento degli obiettivi imposti dalla DGAI (Direzione Generale per l’Attività Ispettiva) agli uffici territoriali, quindi anche alla DTL di Napoli,  a prescindere da come  tali obiettivi vengono raggiunti, cioè  essenzialmente  attraverso i controlli sulle piccole/piccolissime unità produttive, tipo il panificio di Casalnuovo.


Soltanto la scrivente O.S. ha osato denunciare, nei comunicati nazionali e sui tavoli ministeriali, lo svilimento dell’attività di vigilanza chiedendo, almeno, che si permettesse alle piccole aziende in difficoltà economica la rateizzazione delle sanzioni in caso di sospensione (cosa poi avvenuta).


A distanza di un anno e mezzo circa da quei fatti, lo stesso Ing. Pingue, diventato nel frattempo Direttore Interregionale del Sud d’Italia, nonché Direttore pro tempore della DTL di Avellino, si introduce pesantemente nei procedimenti  ispettivi di competenza di un ispettore tecnico, cioè di un ispettore adibito al  controllo del rispetto dell’applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro,  sia durante sia dopo le verifiche  effettuate  all’interno di  alcuni cantieri edili pubblici. L’ indulgenza dimostrata nei confronti di ben specifici e determinati imprenditori del settore dell’edilizia della Campania, cozza vistosamente con l’integerrima fermezza dimostrata, nel 2014, nei confronti del pizzaiolo di Casalnuovo.


Sarà poi un caso che l’ispettore donna della vigilanza tecnica sia una delegata della nostra O.S., che sia stata raggiunta persino da un provvedimento disciplinare per aver compiuto il proprio dovere e che il delegato sindacale dell’USB della DTL di Avellino sia stato anch’egli raggiunto, subito dopo, da provvedimento disciplinare. Sarà inoltre un caso se, durante l’audizione di quest’ ultimo, l’ing. Pingue - dopo aver interrotto più volte e di fatto tentato di impedire l’esposizione delle controdeduzioni da parte del sindacalista intervenuto per assistere l’interessato - spaventato per l’irruenza verbale dell’esausto sindacalista,  abbia avuto la brillante idea di chiamare i carabinieri del NIL (Nucleo Ispettivo del Lavoro) i quali, dopo aver preso i documenti ai presenti, hanno presenziato all’intera audizione, cosa assai strana non essendo tale intervento tra le attività di loro competenza.


L’USB non crede a tali “casualità”.


Inutile sottolineare come tali metodi siano persecutori nei confronti di questa sigla sindacale e di chi osa alzare la testa: noi ci aspettiamo che la Procura di Avellino, a cui abbiamo inoltrato un esposto in relazione alle ingerenze subite dall’ ispettrice della vigilanza tecnica nello svolgimento delle proprie funzioni, conduca l’ indagine sino in fondo e ci aspettiamo da parte del Superiore Ministero la rimozione dell’Ing. Pingue dagli incarichi attribuitigli. Nel frattempo la USB della Campania ha indetto lo stato di agitazione del personale  presso la DTL di Avellino.

                                                               
USB/P.I. Coordinamento Nazionale Ministero del Lavoro e P. S.

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