SONO LE PROVVIDENZE MA LO CHIAMANO WELFARE INTEGRATIVO

Roma -

In data 14 ottobre è stato firmato l’ accordo integrativo concernente i criteri generali per la concessione di benefici di natura assistenziale e sociale in favore dei dipendenti.

In sostanza le somme derivanti dalle Provvidenze a favore del personale in servizio (39.853,00 euro), sono state di nuovo rese disponibili e sono stati riaperti i termini di presentazione delle domande.

L’accordo prevede diversi scaglioni di reddito determinati dal valore ISEE in base ai quali sarà predisposta una graduatoria in ordine crescente.

Fin qui tutto bene, riteniamo doveroso sostenere (attraverso l’assegnazione di sussidi e rimborsi) quei lavoratori che con bassi salari e basso reddito familiare devono fare fronte a spese, spesso gravose, per garantire a se stessi e alla propria famiglia livelli essenziali di salute, istruzione dei figli o ad eventi imprevisti.

Quello che ci piace meno è che nonostante questi soldi provengano dal Capitolo dedicato alle Provvidenze nell’ accordo venga richiamato più volte l’art. 80 dell’ ultimo CCNL che prevede l’ istituzione del cosiddetto welfare integrativo attraverso l’utilizzo di somme prelevate anche dai Fondi Unici di Amministrazione.

Non a caso nello stesso accordo viene richiamata la possibilità di servizi di assicurazioni e convenzioni sanitarie (leggi anche polizze assicurative) già proposte da una delle O.S. presenti al tavolo e che in un prossimo futuro potrebbero essere oggetto di valutazione da parte dell’ Amministrazione nella discussione dei prossimi Fondi.

La USB è assolutamente contraria a che vengano sottratte risorse al salario accessorio per andare a stipulare assicurazioni sanitarie private, in sostanza, pagate dai lavoratori stessi.

E’ questa una delle novità del CCNL, insieme a tante altre, che ci ha convinto a non firmarlo. Mettere nero su bianco che i lavoratori, già destinatari di un contratto economicamente miserrimo, debbano provvedere con le proprie miserrime risorse a tutelare la propria salute significa porre le basi per smantellare il welfare universale (diritto alla salute, all’istruzione, all’eguaglianza sociale etc.) che è e deve rimanere una conquista inalienabile del movimento dei lavoratori.

Roma, 17 ottobre 2019

USB/P.I. Coordinamento Nazionale Ministero Lavoro

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