PRIMI EFFETTI DEL MEMORANDUM PI: LICENZIAMENTI, MOBILITA', SANZIONI DISCIPLINARI LA RICETTA DEI CAPI DEL PERSONALE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Roma -

Iniziano a concretizzarsi i primi effetti del memorandum sulla Pubblica Amministrazione sottoscritto da CGIL, CISL e UIL e Governo: i capi del personale di ministeri, enti ed agenzie, nel presentare alla Funzione Pubblica le loro proposte per riformare la Pubblica Amministrazione, lanciano anatemi contro i lavoratori pubblici, chiedendo al Governo strumenti che consentano lo smantellamento definitivo di quello che resta dello stato sociale nel nostro Paese.


"Ci saremmo aspettati ben altre richieste dai capi del personale", commenta Giuliano Greggi della Direzione Nazionale Pubblico Impiego della RdB-CUB.

"Negli uffici pubblici manca il personale, la stragrande maggioranza dei lavoratori svolge mansioni non retribuite, mancano le autorizzazioni all’assunzione dei precari, non ci sono fondi neanche per mettere a norma gli ambienti secondo quanto previsto dalla legge 626/94, non si investe seriamente in formazione, non si parla mai di organizzazione del lavoro e cosa chiedono i capi del personale al Governo? Trasferimenti d’ufficio, licenziamenti, mobilità, sanzioni disciplinari, addossando, come sempre, la responsabilità di tutti i mali ai lavoratori".

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"Una bella ricetta davvero, funzionale soprattutto ad una vecchia dirigenza che, fiutata l’aria, si propone per fare il lavoro sporco di smantellamento definitivo della P.A., smantellamento che la RdB Pubblico Impiego contrasterà in tutti modi, non ultimo lo sciopero generale del 30 marzo di tutti i lavoratori pubblici" conclude Greggi.

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