INL, USB: progressioni orizzontali: sempre al ribasso!

Roma -

Nella riunione di giovedì 22 giugno si è discusso dell’accordo relativo alle progressioni orizzontali, nella nuova forma del differenziale stipendiale, di importo fisso distribuito su tredici mensilità (€ 2.250 annui per i funzionari, € 1.250 per gli assistenti ed € 800 per gli operatori), senza più graduatorie distinte per livelli economici.

Gli aventi diritto concorreranno non più divisi per fascia economica ma tutti insieme all’interno della stessa area.

Nei precedenti incontri avevamo presentato le nostre proposte. In particolare, avevamo chiesto che l’accordo non escludesse dalla platea degli aventi diritto i beneficiari delle ultime progressioni 2021 (fintamente riparatrici!).

L’USB, in splendida solitudine, ha continuato a sostenere al tavolo che la bozza presentata dall’INL continua a perpetrare l’ingiustizia di 10 anni fa.

Purtroppo la storia si ripete ed esclude sempre gli stessi!

L’art. 14 CCNL Funzioni Centrali stabilisce la decorrenza delle progressioni dal 1 gennaio dell’anno di sottoscrizione dell’accordo integrativo (2023) e prevede che le stesse ricevano copertura dalle risorse certe e stabili del FRD dello stesso anno.

Posto ciò, ci sarebbe spazio per allargare al massimo la platea degli aventi diritto dal 2023: i due anni, come periodo minimo di stop tra una progressione e l’altra, potrebbero essere rispettati modificando la data del 31/12/2022 (art. 2 bozza) con la data del 1/1/2023 o del 1/2/2023 (per andare sul sicuro), in modo da consentire l’inclusione di coloro che hanno beneficiato delle progressioni orizzontali a far data dal 1/1/2021.

A questo punto è opportuno ribadire perché insistiamo su questo aspetto.

C’è una ragione semplice e chiara per noi: i lavoratori non si trovano tutti alla pari ai nastri di partenza. Le progressioni del 2021 non hanno consentito a chi ne ha beneficiato di recuperare le risorse economiche perse nei 10 anni precedenti. Quindi, perché escludere proprio chi ha già pagato di tasca propria?

Per noi e visto che ci sarebbe capienza nel FRD 2023 (si è sempre parlato di 9 milioni di euro nelle precedenti riunioni) bisognerebbe dare la possibilità di partecipare già dal 2023 anche ai 1.500 lavoratori che nei precedenti passaggi (quelli del 2010) erano stati esclusi e che, per dieci anni, hanno perso l’avanzamento economico. La platea degli aventi diritto dovrebbe essere allargata a tutto il personale in forza (eccetto per chi ha meno di 1 anno di servizio), e per il 2023 si potrebbe far progredire in questo modo la metà dell’intero organico. Nel 2024 si completerebbe il quadro con il riconoscimento dei differenziali al restante 50% del personale.

Ed invece eccoli qui i numeri (impietosi) di questa tornata di progressioni con platea di aventi diritto ridotta alla metà del personale: 1.078 differenziali stipendiali (2 operatori, 414 assistenti e 662 Funzionari), più o meno il 25% del personale attualmente in servizio (su 4.400 circa in organico) e 2,7 milioni di euro da prelevare dalle risorse stabili del FRD 2023.

Accordo al ribasso che non ci soddisfa!

Roma, 23 giugno 2023

USB P.I.

Coordinamento Nazionale INL-MLPS-ANPAL