I sondaggi di Brunetta e quelli veri

Roma -

Avevamo già denunciato l'uso strumentale di dati che di statistico non hanno nulla, per ammissione anche dello stesso ministro; non smetteremo di ripetere che tutta la campagna "fannulloni" è solo il grimaldello per lo sfascio definitivo della Pubblica Amministrazione e del poco di "stato sociale" che ancora rimane ai cittadini in questo Paese. (vedi notizie correlate)


E solo il modo per "fare cassa" con i soldi dei lavoratori e spartire gli utili con gli amici degli amici (la vicenda Alitalia di questi giorni è esemplare).


Ma, come sempre, vale molto di più la parola di chi comanda e anche l'informazione "tappetino" ha magnificato Brunetta che dava i numeri.


Peccato -per loro- che poi la verità è ostinata e, come un fiume carsico, riaffiora anche a dispetto dei potenti.



Oggi, 16 settembre, le agenzie di stampa riferiscono di un sondaggio della Kelly Services che è -come riportato sul proprio sito internet- "una multinazionale americana fondata nel 1946 a Detroit, è specializzata nel settore delle risorse umane ed opera in 37 paesi del mondo tra cui l’Italia."
Quindi molto più affine ai padroni e ai governanti che ai lavoratori, tanto meno alle RdB.


Ebbene, continua la relazione sul sito internet, "in seguito ai notevoli riscontri ottenuti negli anni passati, Kelly Services ha proseguito il progetto “Kelly Global Workforce Index” conducendo una nuova indagine internazionale dedicata alle opinioni dei lavoratori sul mondo del lavoro. Il nuovo progetto ha coinvolto 33 dei paesi del mondo in cui è presente Kelly Services dando voce a più di 115.000 lavoratori, di cui 17.000 in Italia. Ancora una volta ad essere presi in esame sono stati i principali temi di attualità legati all’attuale mondo del lavoro, quali il processo di ricerca di un lavoro, la possibilità di un cambiamento di lavoro, la formazione, il rapporto tra salute e lavoro, la pensione ed il giudizio dei lavoratori sul Management."...

...."L’ultima parte della ricerca è, infine, dedicata al numero di giornate di malattia prese dai lavoratori nel corso del 2007. È interessante osservare come, sebbene il 91% del campione si sia dichiarato in buona salute, la percentuale di lavoratori che nello scorso anno si sono assentati dall’ufficio per tre o più giorni a causa di disturbi alla salute sia del 30%. La discrepanza tra i valori si spiega probabilmente ammettendo che, in alcuni casi, i dipendenti si siano finti malati. Ipotesi confermata anche dalle dichiarazioni raccolte dai ricercatori che hanno realizzato il Global Kelly Work Force Index, secondo i quali ben il 15% dei lavoratori ha utilizzato il permesso per malattia, assentandosi almeno un giorno, senza reali ragioni.
Vincono la medaglia d’oro per l’assenteismo ingiustificato i tailandesi, ma la vera sorpresa è che, stando ai dati di Kelly Services, lo stereotipo dell’italiano “scansafatiche” diviene privo di fondamento: mentre, infatti, il 27% dei giapponesi, il 20% dei danesi e il 16% dei tedeschi avrebbero mentito sullo stato della propria salute per guadagnare un giorno di riposo senza consumare giorni di ferie, solo l’8% degli italiani sarebbe ricorso a questo espediente. Un record virtuoso battuto solo dalla Spagna e dalla Francia, e comunque nettamente inferiore alla media globale, che si attesta a quota 15%."

 

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