FUA 2015 E PROGRESSIONI ECONOMICHE. Così è (se vi pare)

Roma -

C’è chi firma per “senso di responsabilità”, chi perché “non vi poteva essere migliore accordo”, chi perché ha ottenuto “ il massimo dall’  Amministrazione” …


Nel tentativo estremo di fare emergere la verità Pirandello, nel finale di una sua famosa commedia fa dire alla protagonista : “Io sono colei che mi si crede.”


In realtà l’accordo FUA 2015 per la distribuzione delle risorse al personale è la fotocopia dei precedenti accordi. Viene recepita la richiesta della USB (così come previsto dalla norma in alcuni casi disattesa) relativa alla corretta corresponsione delle indennità ai centralinisti non vedenti; completamente ignorata, invece, la questione relativa ai compensi sottratti alle lavoratrici in maternità e anche al conteggio sfavorevole operato sulle loro ferie.


Quest’ ultimo (il diritto alla maternità) sembra proprio non interessi a nessuno … “se t’azzardi a fare un figlio, (a differenza del privato dove trovo mille modi trasversali per licenziarti), visto che nel pubblico siamo costretti a preservarti il posto di lavoro, sarai comunque penalizzata e ..  figlia di un dio minore .. alla faccia delle tutele e delle leggi europee. Pure se mi chiamo Ministero del Lavoro e dovrei essere preposto alla tutela della tua condizione … ”


Prendiamo atto di questo e sapremo rispondere in altra sede.


L’accordo prevede, inoltre,  l’accantonamento per il FUA 2016 dell’ 80% delle somme certe per le progressioni economiche del personale.


Come sostenuto dall’ USB le somme certe necessarie rappresentavano la totalità.


Se qualcuno ritiene che sia stata una grande vittoria dopo 16 anni dalla riqualificazione e a distanza di 6 dalle ultime progressioni noi la pensiamo diversamente.


In questo lungo lasso di tempo gli accordi, che hanno impegnati i soldi di tutti per  “riqualificare” e far progredire alcuni, hanno lasciato una lunga scia di ingiustizie e sperequazioni che hanno colpito nel tempo una larga fascia di lavoratori. L’unico modo per riparare, in parte, a questo era usare l’intera somma per tentare di ricomprendere quel 33% di lavoratori esclusi 6 anni prima dalle progressioni ed, alcuni, 16 anni fa dai processi di riqualificazione.


L’attuale firma è, in sostanza, l’atto finale di quello che per anni ha rappresentato una vergognosa ingiustizia perpetrata attraverso l’applicazione delle logiche di compatibilità economica e della selettività più ottusa; logiche che hanno escluso migliaia di lavoratori di questa amministrazione persino dal diritto della fruizione dei loro soldi.


Quale “senso di responsabilità” può intervenire all’ indomani della firma di un tale accordo?


Per quello che ci riguarda il senso di responsabilità sarebbe stato quello di ottenere pari dignità e salario per tutti i lavoratori.


Ma si sa la verità è …” quello che mi si crede”.


La realtà, invece, è che i tempi relativi alle procedure da concordare per la “messa in opera” delle progressioni sono molto stretti; che i criteri dovranno essere selettivi  (così come stabiliscono le norme e così come si è capito dall’andazzo del tavolo), che i soldi non potranno che soddisfare il 20 % di tutto il  personale !!!


Se volevano mettere la ciliegina sulla torta dello smantellamento del Ministero del Lavoro ci sono riusciti a futura memoria dei suoi lavoratori per l’ennesima volta cornuti e mazziati.


Appunto …. così è (se vi pare).



Roma, 20 luglio 2016                           
                                               

USB/P.I. Coordinamento Nazionale Lavoro e P.S.

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