Basta con le vetrine, utilizzate tutto il personale ispettivo !

Lettera aperta al Ministro Damiano

Roma -

I continui incidenti sul lavoro impongono alle SS. LL. valutazioni e comportamenti adeguati, al di là delle dichiarazioni rassicuranti che quasi giornalmente vengono rilasciate dal Ministro Damiano o da  alti funzionari del Ministero del Lavoro e nonostante i convegni organizzati per la presentazione di disegni di legge o per decantare i risultati, effimeri, oseremmo dire, considerato che quotidianamente, in media, quattro lavoratori nel nostro Paese non fanno più ritorno a casa perché rimangono sotto una ruspa che si ribalta o ai piedi di una impalcatura.

Da anni denunciamo il peggioramento delle condizioni di lavoro determinato da leggi che, in ossequio agli interessi delle imprese, hanno introdotto più precarietà, più insicurezza sui luoghi di lavoro e le nuove regole che si stanno predisponendo in materia di appalti appaiono ancora insufficienti a garantire la necessaria tutela dei lavoratori in materia di sicurezza.

 E’ intenzione del Ministro creare condizioni per assicurare maggiore vigilanza? Nutriamo dei seri dubbi considerato che l’attuale compagine governativa, come ha dimostrato con la ricomposizione della crisi, non ha ritenuto di inserire nei dodici punti programmatici alcun riferimento al lavoro. Anzi, in più di un incontro, il Ministro ha ribadito che manterrà la legge 30 e il pacchetto Treu. Nel corso degli ultimi anni sono state introdotte una serie di norme che hanno  ridotto drasticamente le penalizzazioni, unico reale deterrente per le aziende irregolari che sono la stragrande maggioranza.

Con la pubblicazione del decreto legislativo di attuazione dei principi contenuti nell’art. 8 della legge 30 in materia di occupazione e mercato del lavoro, non a caso viene assegnato al personale ispettivo in maniera prevalente un ruolo di consulenza da svolgere presso le aziende. Ciò determina una innaturale commistione tra il ruolo di controllore proprio degli ispettori e quello di consulente dell’azienda controllata; così come l’introduzione del sistema conciliatorio delle controversie in materia di lavoro induce anche quelle poche aziende che osservano le leggi ad essere inadempienti ed a “rischiare” a causa del dimezzamento delle sanzioni. amministrative.

Nonostante le normative liberiste che di fatto vanificano l’azione di vigilanza e che è indispensabile cancellare, la Rdb ha avanzato da tempo una serie di proposte al fine di assicurare l’impiego di tutto il corpo ispettivo in organico prevedendo risorse economiche e  norme contrattuali atte a permettere un migliore e più funzionale svolgimento del servizio di vigilanza e a garantire allo stesso personale ispettivo la tutela dei loro diritti in quanto anch’essi lavoratori. Come è possibile, ad esempio, effettuare i controlli notturni se non esiste alcuna normativa o  accordo di natura giuridica ed economica che regolamenti l’orario di lavoro?

Questa Organizzazione Sindacale non è più disposta a tollerare giustificazioni di sorta volte a distrarre il personale ispettivo dal territorio: TUTTI GLI ISPETTORI INCLUSI GLI ACCERTATORI DEL LAVORO DEVONO SVOLGERE LA FUNZIONE DI VIGILANZA.

Attualmente invece circa 350 ispettori C2 svolgono funzioni amministrative senza che vi sia mai stato alcun avvicendamento con personale propriamente amministrativo. Nel recente passato abbiamo denunciato la scandalosa sceneggiata della attività ispettiva effettuata, ma solo per pochi giorni, da questi ispettori, giusto il tempo per la firma del contratto per il passaggio dalla posizione economica C1 alla posizione economica C2.

La stessa cosa, purtroppo, si sta verificando in questi giorni, con la rappresentazione della stessa sceneggiata: altre centinaia di impiegati hanno sottoscritto il contratto per l’inquadramento nel profilo di accertatore del lavoro – posizione economica C1- provenienti dalla posizione economica B3- amministrativa. Di questi circa sessanta sono stati assegnati alla D. P. L. di Roma e quaranta sono già ritornati  presso le sedi centrali del Ministero a svolgere le  mansioni di sempre. Ciò è ancora più grave se si considera che queste assunzioni sono state previste dall’ultima finanziaria con fondi appositamente individuati per l’importanza che dovrebbe rivestire la funzione della vigilanza.

Inoltre, è necessario immediatamente sanare l’assurda incongruenza dell’impiego al ribasso - considerato il nuovo profilo di accertatore del lavoro previsto dal vigente contratto integrativo - di circa 400 lavoratori che da decenni sono in servizio presso il Ministero del lavoro e precedentemente inquadrati nella posizione economica B3. Essi svolgevano di fatto le stesse funzioni degli ispettori del lavoro tant’è che il Dlgs 124/2004 li ha posti sullo stesso piano funzionale di questi ultimi prevedendone la titolarità di ufficiale di polizia giudiziaria.

Oggi, invece, sono inquadrati nel profilo professionale  di Accertatore del Lavoro e considerato il contenuto  qualitativamente e quantitativamente ridotto di tale profilo, non possono assicurare la stessa efficacia ed incisività di prima. Pertanto, per non disperdere personale ispettivo con decenni di esperienza, gli ex addetti alla vigilanza devono essere inquadrati nella posizione economica relativa alla funzione propria  che hanno sempre svolto, ovvero devono essere inquadrati nella posizione economica C2. Il profilo di accertatore del lavoro può essere mantenuto per le auspicabili assunzioni dall’esterno, per i passaggi interni  e per coloro che hanno recentemente superato il corso-concorso provenienti dal profilo amministrativo per i quali dovrà essere previsto, dopo un congruo numero di anni di esperienza nella funzione, il passaggio alla posizione economica C2.

E’ altrettanto indispensabile dare corso alle trattative per un nuovo contratto integrativo al fine di risolvere le problematiche di tutto il personale del Ministero del Lavoro tenuto conto che quello precedente è ormai scaduto da anni e non riteniamo che siano esaustivi gli accordi da noi giudicati in modo negativo sottoscritti nei giorni scorsi. Su tutte le questioni aperte chiediamo un incontro urgente ed auspichiamo risposte immediate e concrete, prima tra tutte il rientro presso le varie Direzioni Provinciali del Lavoro di tutti coloro che hanno la qualifica ispettiva e di accertatore del lavoro per essere utilizzati sul territorio nella funzione propria. Così come è urgente che il Ministro , per quanto concerne la vertenza Atesia, presenti il ricorso avverso l’ordinanza  del TAR, considerato che siamo quasi alla scadenza dei termini, poiché ove passassero le motivazioni inserite nel dispositivo del TAR l’attività di vigilanza si riverserebbe soltanto sulle piccole aziende mentre le grandi imprese e le industrie potranno mantenere inalterato lo sfruttamento che esercitano sui lavoratori e l’evasione contributiva.

Se ciò non avverrà in tempi brevissimi questa Organizzazione Sindacale attuerà iniziative di lotta nelle forme che riterrà opportune.

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