Anpal, grave attacco alla democrazia: USB esclusa dal tavolo sindacale

Roma -

Un grave attacco alla democrazia sindacale è avvenuto il 29 maggio presso l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, durante l’incontro per la contrattazione del FUA 2017.

Nel bel mezzo della discussione un componente della delegazione Uil chiama in disparte il direttore generale Salvatore Pirrone e, a nome di tutti gli altri sindacati presenti - così come confermato in separata sede dal Dirigente stesso - gli impone di escludere l’Unione Sindacale di Base dal tavolo sindacale, chiedendo la sospensione della contrattazione e l’aggiornamento ad altra data.

L’Amministrazione, senza neanche porsi il problema dell’enorme responsabilità che si assumeva escludendo l’organizzazione sindacale che ha ottenuto più dell’80% dei consensi nelle ultime elezioni RSU all’Anpal, ha accolto quella che è una vera e propria imposizione di carattere antidemocratico, sospendendo il tavolo e aggiornandolo al pomeriggio successivo.

In sostanza con questa decisione i sindacati richiedenti, complici i rappresentanti dell’Amministrazione, con un colpo di mano hanno tentato di annullare la volontà espressa dai lavoratori con il proprio voto, decidendo di confrontarsi con chi in quegli uffici non ha alcuna rappresentanza o nel migliori dei casi conta l’acquisizione di un RSU per il rotto della cuffia.

Del resto il chiaro successo ottenuto presso l’Anpal da USB è avvenuto in considerazione del fatto che durante le assemblee del personale i lavoratori hanno respinto il CCNL, ritenendolo peggiorativo delle condizioni economiche e normative.

Un contratto che le organizzazioni sindacali firmatarie, ora, intendono calare come una mannaia anche sulle decisioni che i lavoratori hanno preso in sede elettorale.

Non bastavano i ridicoli aumenti economici, l’introduzione del welfare aziendale a spese dei lavoratori, il peggioramento dei diritti con l’introduzione dell’art. 35 che limita i permessi relativi alle visite specialistiche, è necessaria anche l’applicazione dell’art. 7 comma 3 CCNL Funzioni Centrali, per fare in modo che le organizzazioni sindacali, che tutto questo hanno respinto, debbano tacere sui tavoli di contrattazione financo nei luoghi dove hanno ottenuto schiaccianti successi come all’ Anpal!

Alla faccia delle regole democratiche, del risultato elettorale e della volontà espressa dai lavoratori!

Ricordiamo che a termini di legge la USB a livello nazionale è ampiamente rappresentativa nel Comparto Funzioni Centrali.

 

USB ha impugnato l’articolo contrattuale ritenendolo antidemocratico e reazionario e nei prossimi mesi davanti ai giudici discuterà l’oggetto del contendere chiamando proprio come controparte l’Aran e i sindacati firmatari.

La USB fa presente, che escludendola dai tavoli di contrattazione, si consuma una enormità antidemocratica, anche alla luce di quanto già sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso Fiom Cgil che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’esclusione della stessa dai tavoli FCA perché non firmataria del contratto nazionale. Escludere, infatti, dalla contrattazione integrativa le organizzazioni sindacali non firmatarie del Contratto perché dissenzienti dai contenuti dell’accordo siglato il 12.02.2018, rappresenta una forma impropria di sanzione del dissenso che conduce ad un illegittimo accordo ad excludendum (sentenza n. 231/2013 della Consulta).

Qualora, infatti, si addivenisse ad un accoglimento del ricorso presentato da USB, tutti gli accordi sottoscritti senza la presenza di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative potrebbero essere dichiarati nulli per palese illegittimità della composizione del tavolo sindacale.

Le Amministrazioni aderendo a queste richieste si assumono delle gravi responsabilità, anche perché di fronte a un contenzioso dove è in gioco la democrazia, anziché trincerarsi dietro un parere dell’Aran che pedissequamente cita il contratto, dovrebbero attenersi al buonsenso che in questi casi è necessario per evitare futuri danni ai lavoratori e all’Amministrazione stessa e convocare l’USB sub giudice.

Difatti, basarsi su un parere dell’Aran, che in questo caso è chiaramente controparte, è come chiedere all’oste se il vino è buono!

L’Aran in quel parere, oltre al Contratto, cita la vertenza in atto promossa dall’USB, scaricando, quindi, la responsabilità delle decisioni relative alle mancate convocazioni sulle spalle delle Amministrazioni….. ma convoca, essa stessa, la USB sui tavoli nazionali per il confronto relativo alla Commissione sull’ Ordinamento Professionale!

Una cosa è certa, non ci lasceremo intimorire da questi squallidi tentativi perpetrati a danno dei lavoratori e condurremo sino in fondo e con ogni mezzo questa battaglia di democrazia.

USB/P.I. Coord. Nazionale Lavoro - INL e ANPAL

 

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