AMMINISTRAZIONE CENTRALE: Accordo FUA 2006

Roma -

Basta aprire un qualsiasi quotidiano alla pagina finanziaria per apprendere attraverso percentuali e allarmanti risultati numerici quello che, oramai, da anni è evidente a tutti i lavoratori dipendenti : il 12% delle famiglie italiane non arrivano a coprire con lo stipendio la terza settimana del mese, nei primi tre mesi del 2007 si registra un forte decremento dei consumi primari (quali alimentari, abbigliamento, calzature), l’Eurispes colloca il nostro Paese all’ultimo posto in Europa in quanto ad incremento delle retribuzioni ed al penultimo per quanto riguarda il salario complessivo.

            Particolare attenzione dovrebbe, quindi, essere dedicata alla questione salariale ad alla contrattazione di quella parte detta “salario accessorio”, la cui composizione, per la maggior parte, è formata da soldi e risorse sottratte ai lavoratori in sede di rinnovo contrattuale per essere destinata all’ incremento della produttività.

            Nonostante la consapevolezza delle crescenti difficoltà finanziarie a cui centinaia di migliaia di lavoratori dipendenti devono far fronte quotidianamente (complice anche una Finanziaria che con una mano ha dato e con due ha tolto!) si continuano a firmare accordi nazionali in cui sempre più le percentuali relative alle presenze in servizio (unica garanzia di recupero retributivo) subiscono un vero e proprio processo di erosione a favore di consistenti “quote parte” destinate alla produttività in forma di progetti finalizzati a compensi meritocratici. Questo nell’intento di far fare le stesse cose utilizzando un minor numero di lavoratori ovvero di far fare più cose allo stesso numero di lavoratori: in sostanza, aumentare i carichi di lavoro in base alla carenza di personale premiando coloro i quali si ritengano funzionali alla filosofia imposta dall’Amministrazione ( a tal proposito si veda il nostro ultimo comunicato dal titolo  DAL CO.CO.PRO AL COTTIMO).

            E’ chiaro che gli accordi decentrati non possono essere altro che figli di tali filosofiche progettualità.

            Nell’ accordo FUA 2006 per l’Amministrazione Centrale sono, di nuovo, quindi, contenuti: l’odiosa divisione percentuale tra fasce (inaccettabile in quanto continua a sottolineare, a fronte di uguale tassazione, una sorta di “designazione del destino” per lavoratori di seria A o di serie B); l’assegnazione, seppur in minore percentuale rispetto al passato, di un budget destinato a premiare le posizioni di responsabilità ( a cosa servono, dunque, le funzioni determinate dal contratto o per quale ragione se ne vengono svolte di superiori esse non vengono riconosciute??); il riconoscimento di indennità (poco meno di 80) relative a lavori disagiati presunti tali; nonché, una percentuale del 15% destinata alla gestione del Dirigente per premiare i “meritevoli”.

            Un passo avanti, due indietro!!

            Nella logica sempre presente del “….meglio questo che niente!”….fino a quando i lavoratori non acquisiscano la consapevolezza che i soldi oggetto di tale contrattazione a loro, e solo a loro, appartengono e a loro, e solo a loro, TUTTI, in eguale parte, devono tornare.

 

Nel ribadire la loro contrapposizione alle logiche della produttività, della meritocrazia e della precarietà del lavoro e della vita le RSU per la RdB dell’ Amministrazione Centrale augurano a tutti i lavoratori del Ministero un BUON 1° MAGGIO DI LOTTA.

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