Pubblico Impiego Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

I FICHI SECCHI DI PENNESI

A leggere la circolare “2” dell’INL – ma anche tutta la normativa di riferimento sin dalla delega del jobs act – sembra di scorrere la trama di un racconto che per titolo potrebbe fare il verso ad un famoso romanzo di Calvino: l’impiegato inesistente.

Ci riferiamo al personale amministrativo che, da una parte, ha sino ad oggi assicurato le cosiddette politiche  del lavoro e, dall’altra, supportato l’attività ispettiva.

Di quelle che una volta erano le attività che sul territorio lo Stato poneva in essere a tutela dei diritti dei lavoratori occupati resta solo il generico riferimento ai servizi trasferiti con l’istituzione dell’INL e se si considera come sia previsto che le conciliazioni possano essere fatte dinanzi ad un avvocato o, addirittura ad un consulente del lavoro, appare chiara la direzione verso cui si vorrebbe continuare a marciare: i lavoratori devono restare in balia del più forte.

Ed è in nome di questa modernità che servizi e personale divengono un inutile ingombro di cui prima o poi bisognerà liberarsi.

Non è un caso che la norma istitutiva del INL preveda il blocco per tutto il 2017 del turnover del personale amministrativo e per il futuro il suo utilizzo solo parziale.


In sostanza il personale amministrativo è troppo e bisogna sfoltirne i ranghi.
E poco importa che siano decenni che non viene fatto un concorso per assumere nuovo personale amministrativo e quello in servizio ha almeno venticinque anni di anzianità.

Non importa che questo personale abbia acquisito una esperienza ed una professionalità che costituirebbe un indispensabile patrimonio per uno Stato che non volesse abdicare al suo diritto dovere di assicurare ai lavoratori il godimento di quanto le leggi riconoscono loro.

Non importa che la stessa attività ispettiva avrebbe giovamento ed impulso se fosse adeguatamente supportata negli uffici dal personale amministrativo.

Per il personale amministrativo non si prevede nulla, nessuna riqualificazione, nessun percorso professionale, solo l’essere considerato di … troppo.

In compenso, però, la circolare “2” senza neanche nominarlo, aumenta i carichi di lavoro del personale amministrativo.
Qualcuno dovrà mandare avanti le segreterie delle aree previdenziali ed assicurative e qualcuno dovrà seguire l’iter con cui il Capo dell’ITL darà l’assenso ai programmi ispettivi del personale degli Istituti.

Il personale amministrativo sarebbe in eccesso, ma a Roma centinaia di assunti come ispettori del lavoro sono stati dirottati negli uffici centrali a svolgere compiti amministrativi ed ora, senza rinunciare alla tessera, continuano a svolgere gli stessi compiti.

OCCORRE RIVENDICARE LA FUNZIONE SOCIALE DELLE POLITICHE DEL LAVORO E PRETENDERE LA LORO RIQUALIFICAZIONE

OCCORRE ESTENDERE IL SUPPORTO AMMINISTRATIVO ALL’ISPEZIONE DEL LAVORO LIBERANDO L’ATTIVITA’ ISPETTIVA  DAGLI ADEMPIMENTI TECNICO AMMINISTRATIVI CHE NE RALLENTANO I TEMPI

OCCORRE TRASFERIRE LE CONCILIAZIONI MONOCRATICHE AL PERSONALE CHE GIA’ SVOLGE CON ESPERIENZA E COMPETENZA LE ALTRE CONCILIAZIONI

OCCORRE ASSUMERE NUOVO PERSONALE AMMINISTRATIVO E METTERE IN CAMPO PROCESSI DI RIQUALIFICAZIONE PER TUTTI.


U.S.B. Pubblico Impiego – coordinamento nazionale Ispettorato Nazionale del Lavoro