Pubblico Impiego Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

INL: LE NOZZE DOVE IL VINO SI TRASFORMA IN ACQUA

Roma -

Quanto comunicato dalla dirigenza sull’avvio dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro nell’incontro sindacale del 28 novembre rinnova e conferma tutte le perplessità che, come USB, abbiamo da sempre espresso sul significato, segno ed obiettivo dell’operazione.
Siamo da sempre favorevoli all’intensificazione dell’attività ispettiva ed ad eliminare tutti i compiti e le procedure in capo al personale ispettivo che ne riducano la presenza sul territorio e l’efficacia dell’azione, ma le modalità con cui si afferma di voler perseguire questo obiettivo sono quantomeno “fantasiose”.
Gli ispettori non avranno negli uffici una postazione ma dei “punti rete”, cioè gli uffici, per quanto attiene l’attività ispettiva, sono concepiti come un mero punto di input-output dei dati. Gli ispettori saranno trattati come i tecnici e gli operai della Telecom o di qualunque altra azienda che fornisce servizi in rete: riceveranno il programma di lavoro in rete e rendiconteranno il lavoro effettuato in rete.
Che gli ispettori del lavoro abbiano in primo luogo una funzione di prevenzione, volta cioè a garantire il rispetto della legislazione sociale e non una funzione meramente repressiva, viene  semplicemente superato da una logica in cui l’ispettore è un mero esecutore di ordini cieco e sordo, che non ha la necessità di un luogo istituzionale in cui relazionarsi con i lavoratori ed i datori di lavoro; che non ha la necessità di condividere con i colleghi e con l’amministrazione le problematiche e le criticità in cui si imbatte nello svolgimento del proprio lavoro.
La funzione dell’ispettore del lavoro in questa maniera viene svilita  radicalmente e la spinta della stessa dirigenza per una ferrea procedimentalizzazione degli atti dell’ispettore del lavoro ne è un ulteriore tassello.
Con la carota presentata di voler sollevare almeno in parte dalle spalle dell’ispettore il fardello degli atti che questi compie con l’asseveramento degli stessi da parte dei responsabili che li trasmettono, in realtà si elimina ogni possibilità dell’ispettore di agire, certo, assumendosene tutte le relative responsabilità, sulla base dell’autonomo convincimento  che si è formato nel corso degli accertamenti esperiti.
In pratica tutti gli ispettori del lavoro si troveranno nelle medesime condizioni dell’ispettrice di Avellino, ma con le ragioni dalla parte del dirigente.
Non basta.
Dov’è finita la creazione di una figura unica di ispettore del lavoro?
Con l’avvio del Ispettorato Nazionale del Lavoro un terzo degli ispettori amministrativi sarà distolto dall’ispezione del lavoro per andare a rimpinguare (personale con inquadramenti e retribuzioni ben diverse) le fila degli accertatori degli istituti.
Certo, questa concessione si sarà resa necessaria per superare le resistenze dei vertici degli istituti ad una positiva conclusione della vicenda, ma se non c’è nulla di male ad incrementare le entrate degli istituti previdenziali, almeno non si sbandieri questa gigantesca sottrazione di personale, che svuota le Direzioni Territoriali - che nel centro-nord sono già al lumicino – di personale impegnato nell’ispezione del lavoro, come volontà di incrementare quella stessa attività ispettiva!
Ma se gli ispettori non hanno di che ridere, non è che il personale amministrativo possa dormire sonni tranquilli.
Se agli ispettori viene “vietato” di presentarsi più di un giorno a settimana in ufficio e quel giorno devono fare la fila per connettersi ad un punto rete, è evidente come tutte le incombenze connesse anche all’attività ispettiva e quelle legate alla procedimentalizzazione dei relativi atti ricadranno sul personale amministrativo interno all’ufficio territoriale con un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro.
L’inesorabile svuotamento che in questi ultimi anni registrano le Direzioni Territoriali e l’invecchiamento del personale (gli ultimi ingressi sono del 1990!)  mostrano con ogni evidenza il cesto di fichi secchi con cui l’amministrazione vuol fare queste nozze.
Quella che va ad aprirsi è dunque una fase nuova e dura in cui sarà necessario che tutto il personale destinato all’Ispettorato Nazionale del Lavoro sia disponibile a prendere parola perché la sceneggiatura che è stata scritta venga radicalmente modificata mentre questo film viene girato.

Roma, 30 novembre 2016                         

USB/P.I. Coordinamento Nazionale Lavoro e P.S.