L’ ATTACCO VIENE DALL’ ALTO

Nazionale -

La funzione di vigilanza sul lavoro, nella sua valenza sociale di tutela dei lavoratori, è sotto attacco non solo oggi  ma da molto tempo,  ed è sotto attacco  sia sul piano normativo sia sul piano delle risorse economiche ed umane  ad essa destinate.

Sul piano normativo  ciò è avvenuto attraverso il processo di assoluta equiparazione delle parti contraenti ( la c.d. “tutela flessibile” a vantaggio di un’unica parte: quella datoriale), con la lenta ma costante erosione dei diritti  dei lavoratori mediante la destrutturazione del diritto del lavoro e della legislazione sociale. 

Senza andare troppo il là con il tempo, è sufficiente ricordare l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e, appena due mesi dopo,  il conseguente  art. 8 del d.l. 138 che ha introdotto l’amplissimo margine di derogabilità, in senso peggiorativo, ai CCNL e alle disposizioni di legge in materia di lavoro grazie ad una nuova tipologia contrattuale: i c.d. accordi di prossimità  con validità erga omnes.

 Questo nuovo strumento innovativo è stato studiato per risolvere  le crisi aziendali - spesso fittizie - di imprese altolocate ( es. la Golden Lady di Castiglione delle Stiviere)  per le quali non è improprio  parlare di leggi “ad aziendam” dove, alla regolarizzazione dei lavoratori, meglio sarebbe dire alla stabilizzazione della povertà tramite il successivo dimezzamento dell’ orario di lavoro,  fanno seguito, grazie proprio alla stipula dei contratti di prossimità, l’estinzione di tutti gli illeciti oggetto di notifica  e l’annullamento degli effetti dei verbali ispettivi.

Sul piano delle risorse  ricordiamo la finanziaria del 2006 con i suoi pesanti tagli alla P.A. compresa l’abolizione della indennità di missione per gli ispettori che, pur essendo  risibile, perché venisse reintrodotta, ci volle una forte mobilitazione di molti uffici territoriali del ministero del lavoro. 

Sul piano delle risorse  da destinare alle  tecnologie,  le Banche Dati  da cui il personale ispettivo dovrebbe attingere dati e informazioni  sono parziali se non minimali alla faccia del divieto di richiedere ai cittadini informazioni in possesso della P.A.

Sulle banche dati  e la duplicazione/sovrapposizione dei controlli ricordiamo che nel 2011, nel c.d. decreto sviluppo (d.l. 70), venne inserito l’art. 7 cioè il tentativo di far ricadere la responsabilità dell’inefficace coordinamento tra i vari organi di controllo, guarda caso, sugli ispettori stessi minacciati di provvedimenti disciplinari.

 Oggi, mentre continua la protesta degli ispettori e si estende anche alla DTL della capitale, assistiamo - proprio alla DTL di Roma - ad una riorganizzazione del SIL in totale sintonia con quello che va sempre più assumendo un ruolo strategico nella programmazione degli interventi ispettivi: l’accesso breve. Quindi se da una parte la soppressione della distinzione tra settori merceologici permette, forse, una migliore distribuzione dei carichi di lavoro  e la rotazione di capi area e capi linea – resta il fatto che tale riorganizzazione rappresenta l’adattamento pedissequo a modalità operative incentrate solo sulla quantità e  produzione di numeri richieste dal superiore Ministero.

Sintetizzando al massimo ciò che vediamo, non solo alla Roma, è:

 1)      Sensibile riduzione negli anni del personale ispettivo (alla DTL di Roma sono rimasti  solo 120 ispettori);

2)      impiego di parte del personale ispettivo, già scarso, in attività amministrative;

3)      trasformazione della maggior parte delle Richieste d’Intervento dei singoli lavoratori in Conciliazioni Monocratiche per il parziale recupero di crediti patrimoniali;

4)      Massimo impegno degli Uffici verso un’attività di vigilanza  “su iniziativa” finalizzata in via esclusiva a colpire l’eventuale impiego di lavoratori in nero.

5)      Riduzione di fatto della competenza generale nell’ambito della vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale degli ispettori del lavoro che si avvicina sempre di più a quella  più limitata e specifica degli ispettori dell’INPS ( la cui competenza semmai dal 2010  si è ampliata grazie al collegato lavoro che ha esteso a tutti gli organi di vigilanza il potere di irrogare la maxisanzione contro il sommerso),  con la differenza di essere, gli ispettori del ministero del lavoro,  retribuiti molto meno e rischiare invece molto di più in virtù della  qualifica di Polizia Giudiziaria;

6)       Aggiornamento e formazione insufficienti e sempre a costo zero mentre si assiste al sovrapporsi  da parte della DGAI di circolari, note interpretative, lettere a chiarimento, riguardanti anche lo stesso argomento ed emanate  dopo diversi mesi dalla pubblicazione in G.U. delle norme di legge, circostanza questa che genera confusione e non armonizza l’attività ispettiva.

7)      Incredibile esclusione di metà degli ispettori dalle progressioni economiche a causa di criteri tanto assurdi quanto iniqui;

8)      Possibilità da parte degli ispettori di svolgere la quotidiana attività  istituzionale solo attraverso l’escamotage della richiesta di un atto volontario, cioè  quello di mettere a disposizione il proprio autoveicolo  praticamente in modo gratuito.

 Potremmo continuare ancora e ancora.

Sull’orario di lavoro e la “non soluzione” che si profila  al c.d. “tavolo tecnico” abbiamo già detto in un recente comunicato, ma una cosa per noi è certa:

per l’accoglimento delle loro richieste, a cominciare dal diritto alla sicurezza individuale,  non è sul tavolo tecnico che gli ispettori possono contare ma sulla loro determinazione a continuare ed estendere la protesta che hanno messo in atto e che sta costringendo l’ Amministrazione, quanto meno, a non girarsi dall’altra parte come ha fatto finora.

Agenzia Unica o non Agenzia Unica, UTG o Super Inps, la dignità ed i diritti degli ispettori del lavoro stanno solo nelle mani degli ispettori del lavoro.

E’ compito di questa Organizzazione Sindacale  sostenerli e collegarli alla dignità e ai diritti di tutte le lavoratrici e lavoratori del Ministero del Lavoro e P.S.

   Aggiornamento tavolo tecnico su orario di lavoro del 21 luglio

Entro la mattina del 28 luglio, prima cioè del prossimo incontro del 31 luglio, l’Amministrazione ha invitato le organizzazioni sindacali  a inviare  eventuali  osservazioni alla bozza di proposta di turnazioni dell’orario giornaliero degli ispettori  presentata all’ultimo tavolo tecnico del 21 luglio.

Senz’altro l’articolazione giornaliera su tre nuove turnazioni si confà alla specificità dell’attività di vigilanza di più dell’orario di lavoro canonico, ma lo “sforzo” dell’amministrazione si scontra con la mancanza di risorse perchè “in tempi in cui non si trovano i soldi per finanziare la cassa integrazione in deroga” (come ha sottolineato i Segretario Generale) non è possibile chiedere al governo di trovare risorse aggiuntive esterne. L’unica “risorsa” è quella derivante dai  proventi dell’inasprimento delle sanzioni amministrative  previsto dall’art. 14 del D.L. 145/2013, le stesse entrate destinate a finanziare l’assunzione di 250 ispettori.

Tempi brutti per le aziende molto, molto al di sotto dei 9 dipendenti!!!

Tempi brutti per l’incolumità degli ispettori!!!

E, parafrasando il pulcino Calimero, tempi brutti per i “piccoli e neri”!!!

Buoni accessi sommari a tutti/e.

Roma 21/07/2014

                                                          USB/P.I. - Coordinamento Nazionale  Lavoro e P.S.